Cercasi cronista

Filippo Nanni di Filippo Nanni

imageUn annuncio sul giornale. Nel 2016, il Texas Tribune, alla ricerca di un reporter, sceglie il sistema di una volta e precisa: cerchiamo un cronista per tenere sotto controllo politica e istituzioni. Il nostro candidato deve essere aggressivo, ambizioso e a proprio agio con le breaking news e con progetti di ampio respiro.
Cerchiamo uno scrittore creativo che voglia mettersi alla prova con tutti i media: nuove piattaforme e social. Deve avere spirito di squadra dentro e fuori la redazione. Richiediamo una esperienza di 5 o più anni e un curriculum ricco di articoli e inchieste di rilievo.
Chissà se l’hanno trovato. In questo caso ci piacerebbe tanto conoscerlo.

Corsa allo scoop

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imageLa Suprema Corte degli Stati Uniti dà il via libera ai matrimoni gay. I giovani cronisti (stagisti?), taccuino in mano, schizzano via per dare la notizia. La foto che li immortala sembra uno scatto rubato a una pista di atletica. Anche perché hanno tutti le scarpe da jogging. Ora bisognerebbe chiedersi perché non abbiano subito twittato o telefonato, ma lasciamo perdere. Gustiamoci una corsa d’altri tempi e guardiamo bene in faccia questi ragazzi che affidano alle gambe (evidentemente allenate) il loro scoop. La cronista in primo piano si volta per essere sicura di essere in vantaggio, ma sembra preoccupata. Sui volti degli inseguitori la smorfia di fatica nel momento del massimo sforzo. Gara a quattro: tre sono donne. E per il ragazzo la strada sembra in salita.

I crediti di Clark Gable

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imageDoris Day tiene un corso di giornalismo e sostiene la necessità dell’istruzione per chi lavora nelle redazioni. Clark Gable è un cronista esperto che invece crede solo nella gavetta. Il film “Dieci in amore” è del 1958. Lui finge di essere un allievo del seminario per provocare l’insegnante. Lei gli spiega che i giornali, con l’avvento della radio e della televisione, sono obbligati a cercare nuove formule, obbligati ad approfondire la notizia. Sembra un dialogo ascoltato una settimana fa, un mese fa. Invece è passato più di mezzo secolo e se oggi un regista pensasse a un remake non avrebbe bisogno di riscrivere i dialoghi. Considerazione un po’ amara: diciamo sempre le stesse cose, non ci annoiamo mai. Ma adesso una novità c’è: siamo obbligati a seguire i famosi programmi di aggiornamento professionale. Corsi, ormai si può dire, non sempre qualificati. E allora, tutto sommato, anche la visione di “Dieci in amore” potrebbe assicurare un paio di crediti. L’etica di Doris, il mestiere di Clark. E ne riparliamo tra 50 anni.

Bersagli sbagliati

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imageUno dei migliori inviati di RaiNews24 racconta con preoccupazione quello che gli è capitato poco prima di un collegamento in diretta. Si avvicina una signora di una sessantina d’anni e gli dice: “Sei un venduto di merda”. “Ma lei non conosce neanche il mio nome” risponde il cronista. E lei: “Non importa siete tutti venduti, mi fate schifo”. L’odio verso la Casta ormai non soddisfa più: varca i confini di Montecitorio e si abbatte su altre categorie. Così finiscono nel mirino i giornalisti, i dipendenti pubblici, i medici, gli imprenditori, i sindacati. Non si riconosce più la responsabilità individuale e si colpisce nel mucchio, a occhi chiusi. Per difendersi da un giornalista scorretto ci sono iniziative previste dalla legge, come ha ricordato il premier Letta al Movimento di Grillo, ma è più comodo e più liberatorio insultare un bravo cronista alla decima ora di lavoro e tornare a casa dicendo con orgoglio: gli ho detto quello che si meritava.