A titolo personale

Filippo Nanni di Filippo Nanni

imageSu Twitter a titolo personale. Le opinioni sono solo mie. Il giornalista sui social network mette le mani avanti e precisa: scrivo quello che penso, la testata nella quale lavoro non c’entra. Quelle premesse, siamo sinceri, fanno un po’ ridere. È come se a cena con gli amici fossimo sempre costretti a precisare: questa cosa che ti dico è un’opinione personale, non c’entra la mia redazione. Davvero abbiamo due facce così distinte da poterne esibire ora l’una ora l’altra? Non siamo persone punto e basta? Ma senza fare filosofia, può essere utile il codice di comportamento del New York Times destinato ai giornalisti. Primo: i social network sono attività pubbliche al di là delle vostre impostazioni di privacy. Secondo: siete giornalisti del Times e il vostro comportamento online dovrebbe essere appropriato a quello di un giornalista del Times. I lettori assoceranno inevitabilmente al Times qualsiasi cosa pubblichiate sui social media. Quindi: abbiate cura di evitare che qualsiasi cosa diciate online mini la vostra credibilità di giornalisti. Questo negli Stati Uniti. Se però non vi convince, continuate pure a precisare: solo opinioni personali.